April 1, 2016

Chi siamo

chisiamo

 

 

 

Mabel
Sono nata nella terra delle fabbrichette, ma l’Inghilterra mi ha adottato per parecchi anni e, inaspettatamente, l’isola con il suo melting pot ha regalato molte gioie alle mie papille gustative. Il cibo è il filo che lega diversi aspetti della mia vita, dai viaggi, ai ricordi, al lavoro. Se voglio mostrare il mio affetto a qualcuno, lo faccio sedere a tavola. Perché Charlie? Lui è il mio primo amore su pellicola e visto che, oltre a riempirmi la pancia mi piace anche ballare, non potevo che fargli questo omaggio.

Giada
Da piccola avrei voluto fare la ballerina e poi la pediatra; ora per lavoro mi ritrovo spesso con un bicchiere di vino in mano, seduta al ristorante o a visitare cantine. Cucinare mi riconcilia con il mondo. Amo viaggiare: scoprire sapori, tradizioni, culture, parlare con le persone, capire il perché e il per come. Sono per la slow life, ma la mia vita è molto fast: faccio mille mila cose perché, come diceva mia nonna, “domani può sempre tornare la guerra”. Perché Amelie? Come lei mi piace riuscire a far sorridere gli altri e gustare i piccoli piaceri della vita. Per diventare Amelie ho mangiato esattamente 22 lamponi.

Elisa
Mi chiamo Elisa Mereatur. “Sei Rumena?”. No, è un verbo latino deponente, perdinci! Nata e cresciuta in campagna sono di passaggio in città. Laureata all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Master in Antropologia del Cibo alla SOAS di Londra, vivo per il piacere di scoprire il mondo attraverso i suoi sapori. Chiedetemi di viaggiare -anche solo con la fantasia- e vi seguirò ovunque. E Audrey che c’entra? Nulla, però fa chic e sfoggiare una cofana anni 60’ è un mio desiderio ricorrente.

Eloheh
Il cinema e il cibo sono due delle mie passioni più grandi. Credo che non siano coì distanti come possa sembrare: entrambe le arti raccontano, sono comunicazione, empatia, sensualità, cultura, in entrambe sono i dettagli a fare la differenza, in entrambe l’organizzazione e la fatica sono alla base del lavoro. Sostengo inoltre che mangiare mentre si guarda un film amplifica il godimento di entrambe le cose e che dovrebbe essere fatto almeno una volta al giorno. Perché Uma Thurman? Mi ci hanno costretta, io volevo fare Aldo Fabrizi che sbrana una coscia di pollo.

Anna
Ho abbandonato la ridente “Terra Padana” per seguire due grandi passioni: il cinema di animazione e il documentario. Torino è diventata la mia città, qui mi sono specializzata in rappresentazione audiovisiva e produzione cinematografica. Amo il sole, i gatti e il buon cibo. Il mio sogno nel cassetto è di andare, prima o poi, a vivere vicino al mare.
Perché Alberto Sordi? Ho scelto il “Maccarone” perché il mio motto è: “venera il Carboidrato!”